IPERTENSIONE E COLESTEROLEMIA

Il colesterolo è veramente dannoso?
La certezza che il colesterolo rappresenti il solo segnale di gravi future malattie cardiovascolari sta vacillando sempre di più, e
l'attenzione scientifica si sposta su altri aspetti che più del colesterolo stesso determinano le patologie cardiovascolari.
Sono sempre più chiari i possibili rischi delle statine mentre si riconoscono i cambi di comportamento alimentare e di stile di vita
come i migliori rimedi per evitare le patologie cardiovascolari.
 A vostra disposizione er pensare l'alimentazione di modo da dire addio all'ipertensione e colesterolemia 

Colesterolo e ipertensione

La presenza di alti valori di colesterolo totale per periodi di tempo molto lunghi favorisce l’aterosclerosi (indurimento) delle arterie e la formazione di incrostazioni all’interno di esse (ateroma), con la possibilità della formazione di trombi che compromettono il normale flusso sanguigno. Se un’arteria si chiude, la parte del corpo che riceve sangue da essa, può morire. Se l’arteria è una coronaria (arteria del cuore) si può avere un infarto cardiaco, se l’arteria porta sangue al cervello si può avere un ictus (con paralisi o morte).

L’aumento del rischio d’infarto e di ictus è di solito collegato ad elevati livelli di colesterolo totale e di colesterolo LDL. Anche un altro tipo di grassi, i trigliceridi, aumentano, sia pur in modo minore, questo rischio. Non tutto l’LDL che produciamo ha un effetto infiammatorio, ma solo l’LDL ossidato. Questo tipo di colesterolo si forma quando le LDL incontrano i radicali liberi, cioè molecole instabili, che possono danneggiare irreversibilmente ogni struttura molecolare.

Si formano così le LDL ossidate che, depositandosi lungo le pareti dei vasi, danneggiano i tessuti e innescano un processo infiammatorio che porta alla formazione di placche aterosclerotiche/trombi. Anche se il colesterolo HDL riduce la probabilità di infarto e di ictus, a fare la differenza è la valutazione del contesto generale: colesterolo totale, LDL, HDL, trigliceridi. Va inoltre considerato che il calcolo del rischio non si ferma al solo valore di colesterolo, ma anche ad altri elementi, quali la pressione arteriosa, la presenza o meno di altre malattie (es. diabete), l’abitudine o meno al fumo, la presenza di malattie cardiache nella famiglia, ecc. Proprio da questa complessità, però si ricava anche la possibilità che, agendo su fattori modificabili come lo stile di vita, il rischio si abbassi.



 

Perchè l'alimentazione è importante  

 Il colesterolo viene prodotto per circa l’80% dall’organismo e la quota rimanente viene assorbita dal cibo di origine animale assunto con la dieta. Se tutto funziona correttamente, più assumiamo colesterolo e meno ne produciamo e viceversa, per mantenere il giusto equilibrio di questa molecola nel nostro corpo. Tuttavia può capitare che questo equilibrio venga interrotto e si abbia ipercolesterolemia e le cause possono essere molteplici. Oltre a questioni genetiche (ipercolesterolemia familiare, che conta un caso ogni 500 abitanti), il colesterolo alto può essere dovuto a particolari malattie come il diabete, a problemi endocrini (legati alla tiroide), al fumo, farmaci, ma anche a una scarsa attività fisica e alla dieta (troppe calorie, troppi grassi saturi o trans, troppi zuccheri semplici). Nelle forme lievi, la correzione dello stile di vita può essere risolutiva. In caso sia necessario assumere una terapia farmacologica (statine) una alimentazione adeguata può potenziare l’efficacia dei farmaci e permetterne di ridurne la posologia, quindi anche gli eventuali effetti collaterali. Considerando poi che l’LDL ossidato è la principale causa della formazione della placca aterosclerotica (ateroma), diventa importante l’assunzione di alimenti antiossidanti (vitamine presenti in frutta e verdura).