GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

L'alimentazione in gravidanza viene spesso considerata, anche in campo medico, una mera questione di controllo del peso della
madre. Si tratta invece di qualcosa di più complesso, essendo un elemento decisivo per la salute del bambino nascituro.
L'approccio di una volta dettava alla madre di mangiare "per due" per la salute del bambino, ma si trattava di tempi in cui per
mangiare non era sufficiente raggiungere il frigorifero.

 
 

La corretta alimentazione in gravidanza

Oggi l'accesso al cibo è enormemente facilitato, e l'insistenza sulla forma fisica della donna è maggiore in confronto al passato. Se si pensa che per l'alimentazione in gravidanza sia tutto tollerato, allora le madri rischiano di rilassarsi troppo, assumendo comportamenti alimentari sbagliati, che vanno a discapito anche della salute del nascituro.

Non significa che occorre sottoporsi a diete rigide e tristi, o seguire chissà quali assurdi divieti: semplicemente, si tratta di prestare un po' più attenzione del solito a quanto e cosa si mette nel piatto. Ecco alcune indicazioni, ma affidatevi sempre allo specialista.
Mangiare meglio non di più.

 Il fatto di aspettare un bambino non deve far sentire autorizzate a mangiare per due, anche perché il fabbisogno energetico supplementare non è molto elevato.

In teoria, servirebbero poco meno di 300 kcal al giorno in più rispetto a quando non si era in dolce attesa: l'equivalente di un pacchetto di crackers, un frutto e un cucchiaino di olio oppure di mezzo panino e un bicchiere di latte scremato. In pratica, però, va considerato che mano a mano che la gravidanza avanza c'è un'inevitabile riduzione del livello dell’attività fisica e quindi del dispendio energetico totale: per questo possono bastare anche 150-180 kcal in più al giorno durante tutta la gravidanza per soddisfare i nuovi fabbisogni

Mangiare per due non solo non serve: può anche essere rischioso. Prendere troppo preso in gravidanza – specialmente se si parte già da condizioni di sovrappeso o obesità - può aumentare il rischio di complicazioni ostetriche come diabete gestazionale, ipertensione, preeclampsia, difficoltà al parto. Inoltre, aumenta anche il rischio per la mamma di andare incontro, dopo la gravidanza, a diabete, sindrome metabolica e malattie cardiovascolari.

 
 

... dopo il parto

L' alimentazione dopo il parto gioca anch'essa un ruolo fondamentale sia per la neo-mamma che per il piccolo.
Ribadisco l'importanza di un programma personalizzato o comunque consigli personalizzati alla paziente e non scaricati dai più disparati siti. 
Nel frattempo vi lascio con alcuni consigli generali.

Durante l'allattamento la donna può seguire il suo regime alimentare abituale purché abbia una dieta varia e bilanciata, ricca di alimenti di origine vegetale come legumi, frutta e verdura e fonti proteiche sia animali sia vegetali. Per la mamma che allatta non è necessaria nessuna dieta specifica. È sufficiente adottare qualche precauzione nella scelta dei cibi e seguire qualche piccolo consiglio pratico.


Alla dieta abituale della mamma vanno aggiunte:

- Nei primi sei mesi circa 500 Kcal e 17 grammi di proteine in più al giorno;
- Nei secondi tre mesi 11 grammi di proteine in più al giorno.

Questi apporti aggiuntivi possono essere forniti con un incremento delle porzioni di primo e secondo piatto e l'aggiunta di uno spuntino a base per esempio di latte, yogurt, formaggio o frutta secca.
La mamma che allatta, inoltre, deve bere almeno 2-3 litri di acqua al giorno (possibilmente oligominerale, povera di sodio, e con una concentrazione di nitrati che non deve superare i 10 mg/l) o altri liquidi (come brodi vegetali o di carne sgrassata, spremute o estratti di frutta fresca, latte, etc.).
È importante inoltre condurre uno stile di vita sano (quindi movimento soprattutto all'aria aperta), in quanto il movimento, insieme alle indicazioni dietetiche, favorisce la corretta nutrizione del lattante e impedisce alla madre di acquisire un surplus di peso.
Quando le abitudini alimentari sono scorrette, la gravidanza e l'allattamento possono rappresentare situazioni a rischio per la possibile insorgenza o aggravamento di condizioni come sovrappeso, obesità, diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione o disturbi dell'apparato gastrointestinale.

COSA DEVE EVITARE DURANTE L'ALLATTAMENTO
Durante l'allattamento la mamma dovrebbe evitare le bevande alcoliche e non deve fumare. Sono tollerati 1 bicchiere di vino o una lattina di birra, facendo però attenzione ad aspettare 3-4 ore prima della poppata. È bene evitare di bere più di 2 tazzine di caffè al giorno, preferibilmente lontano dalla poppata.

FIBRE E ALTRI NUTRIENTI
Per la cura e la prevenzione della stipsi la mamma deve assumere un'adeguata quantità di fibre: la razione giornaliera raccomandata è di 30-35 g/die (è importante garantire almeno 25g/die).
Questo valore viene raggiunto grazie ad una dieta varia della quale fanno parte, nel giusto equilibrio, cereali integrali, ortaggi, legumi, verdura e frutta fresca.
In questo modo, vengono garantiti, oltre a un adeguato apporto di fibre alimentari anche altri importanti nutrienti (proteine, alcune vitamine, minerali e acqua). Gli apporti naturali di tutti questi elementi sono sempre preferibili alla supplementazione con preparati industriali e farmaceutici.

MAMME VEGANE, MAMME VEGETARIANE E ALLATTAMENTO
Per le mamme vegetariane e vegane che allattano, è importante ricordare che tale scelta non rappresenta un problema durante i primi 6 mesi di vita (sia il latte materno che il latte in formula forniscono un adeguato apporto energetico e di nutrienti) tranne che per il ridotto apporto di vitamina B12 con il latte materno di mamma vegana (la vitamina B12 è presente solo in alimenti di origine animale).
In questi casi è quindi fondamentale integrare la dieta della mamma con alimenti addizionati di vitamina B12 (cereali e formule a base di soia) e/o eventualmente con preparati industriali e farmaceutici (supplementi farmacologici).
È consigliabile, quindi, arricchire la dieta della mamma che allatta e che è vegetariana – ma in particolar modo se è vegana – con quantità maggiori di vitamina B12. La sua carenza, infatti, può causare anemia megaloblastica, rallentamento della crescita e gravi danni neurologici, in grado di portare a disturbi neurologici irreversibili.
La mamma vegana dovrà preoccuparsi anche di aumentare l'assunzione di:

- Ferro (80% in più) a causa della minore disponibilità del ferro presente nei vegetali e della riduzione dell'assorbimento a causa della grande quantità di fibre assunte nella dieta vegana/vegetariana;
- Zinco (50% in più) in quanto l'assorbimento dello zinco (alimenti che ne sono ricchi sono: legumi, frutta secca, formaggio, pane lievitato naturalmente e prodotti a base di soia fermentata) può essere ridotto in questo tipo di diete.